Come i giganti della Silicon Valley si preparano al Gdpr

Entra in vigore il Regolamento per la privacy. Facebook, Google, Amazon, Apple e gli altri si devono adattare perché le multe per i trasgressori saranno salate.

Mancano pochi giorni al varo del Gdpr (Regolamento generale sulla protezione dei dati) e tra i colossi tech della Silicon Valley sono in atto le grandi manovre per farsi trovare pronti all’appuntamento. Anche perché le multe da pagarein caso di violazione – per esempio per l’utilizzo improprio di dati personali o l’incapacità di evitare che i giovanissimi approdino a servizi o contenuti inappropriati – rischia di provocare multe che possono raggiungere anche il 4% del fatturato globale dell’azienda (fino a un massimo di 20 milioni di euro).

Il banco di prova di Facebook Per una società come Facebook, che negli ultimi mesi ha avuto non pochi problemi proprio sotto il fronte della protezione dati, il Gdpr è un banco di prova decisivo. E così, già da qualche giorno, gli utenti europei di Facebook hanno iniziato a veder comparire le schermate che sul social network dettagliano le informazioni personali che abbiamo condiviso – compresi orientamento politico, religioso e altri dati sensibili – per consentire agli iscritti di valutare se vogliono continuare a condividerle con i partner commerciali di Facebook o meno.

Un altro elemento cruciale delle modifiche apportate riguarda il riconoscimento facciale, la tecnologia che permette a Facebook di individuare quali utenti siano presenti in una foto e che ha causato moltissime polemiche. D’ora in avanti, il riconoscimento facciale sarà disabilitato di default e dovrà essere attivato dagli utenti.

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